Settlement scheme: molti italiani non sono ancora registrati, l`allarme dell`INCA – CGIL di Londra

“Abbiamo ancora molti connazionali che non si sono registrati al settlement scheme”.  A lanciare l`allarme è il coordinatore dell`Inca – Cgil di Londra, Maurizio Rodorigo. Ci confrontiamo con lui, causa Covid-19, rigorosamente al telefono, su dati, cifre e italiani alle prese con l`applicazione per l`Universal credit, benefit omnicomprensivo istituito dal Ministero per il lavoro e le pensioni del Regno Unito.  

“Quando abbiamo avuto il sentore che la situazione stesse peggiorando, come Inca – Cgil ci siamo attrezzati e, in armonia con le disposizioni contro il Covid-19, abbiamo rafforzato le attività dello sportello. E, infatti, nelle ultime quattro settimane oltre un centinaio di connazionali si sono rivolti a noi per essere supportati nella richiesta del beneficio”. 

A chiedere aiuto allo sportello sono stati in tanti. Situazioni comuni. Storie di migrazioni e di nuovo proletariato. Camerieri, baristi, ma anche professionisti rimasti nel limbo tra un nuovo lavoro che non parte e il vecchio appena liquidato.  

Di questi, con sorpresa per gli operatori a lavoro ad Islington, Londra, un numero importante di richiedenti non sapeva neanche di dover applicare per il settlement scheme. 

“Circa il 40% delle persone che si sono rivolte a noi per supporto nella richiesta dell`Universal credit non era ancora in regola con il settlement scheme” chiarisce Rodorigo, rilanciando il tema dell`adesione dei nostri connazionali alle politiche post-Brexit del governo britannico. 

Secondo i numeri forniti dall`Home Office sono, infatti, 351 mila gli italiani che hanno correttamente applicato al settlement status, con una impennata di circa 10 mila unità tra i mesi di febbraio e marzo che si spiega proprio con il contemporaneo incremento di richieste di accesso all`Universal Credit. Due applicazioni che non sono necessariamente collegate, ma che evidentemente viaggiano di pari passo. 

“Che spuntasse questa emersione era evidente se si tiene conto degli oltre 700 mila italiani stimati nel Regno Unito” afferma il coordinatore dell`Inca – Cgil di Londra. 

Ora, il tema del diritto a permanere nel Regno Unito post – Brexit, torna alla ribalta a sei mesi dalla dipartita definitiva del Regno Unito della Ue, e a 13 mesi dal`ultima finestra utile per fare il settlement scheme (30 giugno 2021). Basteranno?  

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